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Artículo: 2 Giugno: la Repubblica nasce dal diritto di voto. Oggi celebriamo la voce, straordinariamente attuale, di Anna Kuliscioff

2 Giugno: la Repubblica nasce dal diritto di voto. Oggi celebriamo la voce, straordinariamente attuale, di Anna Kuliscioff
2 Giugno

2 Giugno: la Repubblica nasce dal diritto di voto. Oggi celebriamo la voce, straordinariamente attuale, di Anna Kuliscioff

 

“Non è una condanna ad ogni costo dell’altro sesso che le donne domandano; esse aspirano anzi ad ottenere la cooperazione cosciente ed attiva degli omini migliori, di quanti, essendosi emancipati, almeno in parte, dai sentimenti basati sulla consuetudine, sui pregiudizi e soprattutto sull’egoistica maschile, sono già disposti a riconoscere i giusti motivi che le donne hanno di occupare nella vita un posto degno per averne conquistato il diritto”. Anna Kuliscioff

Oggi, 2 giugno 2026, l'Italia celebra l'ottantesimo anniversario della Repubblica, una ricorrenza che per noi di Lara 11 non rappresenta soltanto un momento di memoria istituzionale ma una fondamentale occasione di riflessione sull’essenza stessa della democrazia e della parità civile. È impossibile separare la nascita della nostra Repubblica dal quel fatidico 2 giugno 1946, il giorno in cui le donne italiane votarono per la prima volta su scala nazionale, contribuendo in modo decisivo a determinare il destino del Paese (votarono circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini).


Questo traguardo storico, tuttavia, non è nato dal nulla ma è il frutto di un percorso tortuoso, lastricato di sacrifici e battaglie ideologiche incessanti. Per questa ragione, oggi noi di Lara 11 vogliamo dedicare e celebrare questa giornata in memoria di una figura che di questa conquista fu una vera pioniera in Italia: Anna Kuliscioff.


Donna, medico, scienziata e attivista politica, la Kuliscioff, nota e amata come la "dottora dei poveri" per il suo profondo impegno sociale, comprese prima di chiunque altro che una società non può definirsi libera né democratica se esclude e considera "esseri inferiori" la metà dei suoi cittadini. In un’epoca in cui l’inferiorità femminile era sbandierata come un dato biologico e naturale, la Kuliscioff ebbe il coraggio e l'arguzia intellettuale di smantellare questo pregiudizio. Già nel 1890, al Circolo filologico di Milano, nella sua celebre conferenza Il Monopolio dell’Uomo, denunciò pubblicamente come la subalternità delle donne non fosse una debolezza innata, bensì un costrutto culturale artificiale, alimentato dalla sistematica privazione dell’istruzione e da secoli di sudditanza economica e sociale.


La sua non fu una battaglia puramente teorica. Come ginecologa, Anna Kuliscioff visse sulla propria pelle e vide nei corpi delle sue pazienti le conseguenze di una società discriminatoria; la sua straordinaria scoperta scientifica sulle cause batteriche della febbre puerperale salvò la vita a migliaia di madri dopo il parto, dimostrando come la scienza e la sensibilità potessero cambiare la storia. Sul piano politico, condusse una lotta frontale e senza sconti per il riconoscimento del suffragio universale senza distinzione di sesso. Sfidò apertamente l’ostruzionismo dei governi dell'epoca, come quello di Giolitti che ancora nel 1912 escludeva le donne dal voto per timore di un "salto nel buio", e non esitò ad affrontare accese "polemiche in famiglia" con il suo stesso compagno, il leader socialista Filippo Turati, pur di convincere la sinistra del valore imprescindibile del voto femminile.


Per la Kuliscioff, l'indipendenza economica e la parità salariale erano i presupposti fondamentali per l'emancipazione: "La donna economicamente dipendente" diceva "avrà pur sempre un padrone". Le donne dovevano essere riconosciute come cittadine a pieno titolo in quanto "creatrici delle ricchezze sociali".


Purtroppo, Anna Kuliscioff si spense prima di poter vedere il compimento della sua più grande battaglia, che si concretizzò solo nel 1945 con il decreto De Gasperi-Togliatti e, finalmente, nelle urne del 2 giugno 1946. Oggi, noi di Lara 11 vogliamo ricordare che i diritti di cui godiamo non sono concessioni eterne ma conquiste che richiedono cura e vigilanza quotidiana. Celebrare la Repubblica significa onorare la memoria di chi, come la Kuliscioff, ha combattuto affinché l'imperfezione del pregiudizio venisse superata dal valore dell'uguaglianza giuridica e sociale. Buona Festa della Repubblica da Lara 11, nel segno delle donne che hanno fatto la storia.

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