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Artículo: Pilates? Sì grazie!

Pilates? Sì grazie!
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Pilates? Sì grazie!

Basta aprire Instagram o TikTok per qualche secondo per imbattersi in una pioggia di video dedicati al Pilates. Completini coordinati in palette pastello, calzini antiscivolo bianchi in bella mostra e sequenze di movimenti che fluttuano tra la danza e lo stretching. Il fenomeno della "Pilates Girl" (fisico longilineo, gambe snelle e addominali piatti e scolpiti), è ormai un'estetica consolidata che macina milioni di visualizzazioni ma fermarsi alla superficie sarebbe un errore. Se questa disciplina sta conquistando proprio tutte, dai feed delle influencer alle nostre amiche più pigre, il motivo va ben oltre la tendenza del momento.

In un'epoca in cui siamo state bombardate per anni dal mito degli allenamenti estenuanti alla Jane Fonda e del "no pain, no gain", il Pilates ha portato una ventata di aria fresca, proponendo un approccio al movimento decisamente più gentile, profondo e incredibilmente efficace.


Una bella storia: dalle prigioni a New York

La cosa più affascinante del Pilates è che non nasce in una palestra di tendenza ma ha una storia quasi da film. Il suo inventore, Joseph Hubertus Pilates, era un bambino tedesco dalla salute molto fragile che, pur di superare i suoi limiti, si dedicò sullo studio del corpo umano e dello sport.

La vera svolta arrivò durante la prima guerra mondiale: internato in Inghilterra, Joseph iniziò a ideare esercizi per mantenere in salute i suoi compagni di prigionia. Fu proprio lì che inventò i primi macchinari, fissando delle molle ai letti d'ospedale dei soldati feriti per permettere loro di allenarsi da sdraiati. All'epoca la chiamò "Contrology", proprio perché l'obiettivo era il controllo totale della mente sul corpo. Nel 1926 si trasferì a New York e aprì uno studio nello stesso edificio del New York City Ballet: i ballerini se ne innamorarono subito per recuperare dagli infortuni, consacrando la disciplina.


I sei segreti di un allenamento a basso impatto

Oggi il Pilates si basa ancora su sei principi fondamentali: concentrazione, controllo, fluidità, precisione, respirazione e centralità (il lavoro sulla powerhouse, ovvero il centro del corpo o "core" che comprende addome, glutei e lombari).

Il bello è che si tratta di un allenamento a basso impatto: non stressa le articolazioni, rendendolo sicuro e adatto praticamente a chiunque, dagli atleti che vogliono evitare infortuni fino a chi vuole semplicemente combattere la sedentarietà.

I benefici reali sono tantissimi:

  • Muscoli lunghi e definiti: tonifica il corpo senza ingrossarlo, regalandoci una postura dritta, simmetrica ed elegante.
  • Addio mal di schiena: rinforzando i muscoli più profondi che sostengono la colonna vertebrale, previene e risolve i dolori posturali da scrivania.
  • Un booster per l'umore: la forte connessione mente-corpo aiuta a staccare il cervello, riduce lo stress e stimola le endorfine, rivelandosi un toccasana anche per l'ansia e il tono dell'umore.

Matwork o Macchinari? A voi la scelta

Potete decidere di praticarlo a corpo libero su un semplice tappetino (il classico Matwork), magari integrando piccoli attrezzi come elastici e rulli, oppure affidarvi ai grandi macchinari come il celebre Reformer, dove molle e carrelli mobili guidano il movimento. Qualunque sia la vostra scelta, il Pilates si rivelerà un alleato imbattibile per la vostra estate.

E voi ci avete già provato o siete ancora nella fase "guardo i video dal divano"? 

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