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Article: L’8 Marzo oltre la Mimosa: Storia, Lotta e Silenzio assordante

L’8 Marzo oltre la Mimosa: Storia, Lotta e Silenzio assordante
8 Marzo

L’8 Marzo oltre la Mimosa: Storia, Lotta e Silenzio assordante

"Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza che urla d'essere ascoltata".

Oriana Fallaci

Celebrare la Giornata Internazionale della Donna nel 2026 non può e non deve essere un esercizio di retorica floreale. Sebbene la mimosa sia diventata il simbolo di questa data, l’origine dell’8 marzo affonda le radici nel sangue, nel fumo delle fabbriche di inizio Novecento e nelle piazze di San Pietroburgo dove, nel 1917, le donne rimasero ferme a chiedere "pane e pace". È una data che nasce dalla privazione per reclamare dignità.

Un secolo di metamorfosi: che cosa è cambiato davvero?

Negli ultimi ottant’anni, il ruolo della donna ha subìto una mutazione che definire radicale è riduttivo. Non si è trattato solo di una conquista di spazi - il lavoro, il voto, la politica - ma di una rivoluzione del pensiero. Se mezzo secolo fa l’identità femminile era spesso definita "in relazione a" (moglie di, madre di, figlia di), oggi la donna ha rivendicato il diritto all'autodeterminazione.

Senza cadere nella banalità, dobbiamo riconoscere che la vera vittoria non è stata solo l'accesso alle carriere, ma la decostruzione dello sguardo altrui. Mi spiego: la donna contemporanea ha smesso di essere un oggetto del racconto altrui per diventare l’autrice della propria storia.

Tuttavia, questa indipendenza ha portato con sé nuove sfide, come il peso di un’efficienza multitasking spesso estenuante e la persistenza di un soffitto di cristallo che, seppur incrinato, fatica a rompersi del tutto.

Un mondo a due velocità

Il viaggio della donna non avviene alla stessa velocità in ogni angolo del globo. Se in gran parte dell'Occidente e in nazioni come quelle scandinave o la Nuova Zelanda (che fu la prima nazione nel 1893 ad introdurre il suffragio universale), la parità è un obiettivo perseguito con politiche attive e rappresentanza, esistono vasti territori dove il genere è ancora una condanna.

In molte aree dell'Africa subsahariana, del Sud-est asiatico e del Medio Oriente, la donna è ancora sottomessa a legislazioni patriarcali che ne limitano la libertà di movimento, di istruzione e persino la proprietà del proprio corpo. Lì, essere donna significa ancora lottare per il diritto di esistere al di fuori delle mura domestiche.

Il grido dell'Iran: tra guerra e libertà

In questo scenario, non possiamo distogliere lo sguardo dalle donne iraniane. In questo preciso momento storico, esse non stanno solo affrontando le privazioni e il terrore della guerra, ma portano sulle spalle il peso di una rivoluzione culturale senza precedenti. Il grido "Donna, Vita, Libertà" non è un hashtag, è un sacrificio quotidiano.

Le donne in Iran stanno vivendo un dramma multiplo: da una parte la violenza dei conflitti che distrugge le case e le famiglie, dall'altra un regime che tenta di soffocarne l'intelletto e la visibilità. Eppure, proprio nel loro rifiuto di piegarsi, nel loro modo di abitare lo spazio pubblico nonostante il pericolo, risiede la forma più alta di coraggio: quello di chi ricostruisce, giorno dopo giorno, la propria identità tra le macerie.

La celebrazione della sostanza

L’8 marzo dovrebbe essere il giorno in cui onoriamo il coraggio, non la fragilità. Celebrare la donna oggi significa riconoscere la complessità di chi sa essere madre, leader, artista, combattente o semplicemente se stessa, senza dover chiedere scusa.

Per noi di Lara11, questa giornata è un inno alla creazione.

Come un pezzo unico di artigianato richiede tempo, cura e forza per essere forgiato, così la condizione femminile odierna è il risultato di un lavoro paziente di generazioni. Non cerchiamo la perfezione, cerchiamo la verità. Onoriamo le donne che hanno aperto la strada e tendiamo la mano a quelle che, in questo istante, stanno ancora camminando nel buio della sottomissione.

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